Avete mai provato a condividere una cartella su Windows?… bene! Avete mai provato ad accedere a tale cartella da Linux?… bene! Avete mai provato a far tutto questo con Windows 7?… male!
Male… perchè se qualche malaugurato ha provato questa configurazione si sarebbe sicuramente trovato di fronte a un bel errore di autenticazione e la cosa interessante è che solamente da Linux perchè ovviamente il collegamento Win to Win funziona egregiamente!!
Come spesso capita in questi casi la soluzione è già scritta nel web.. basta solo trovarla!! Ecco che il caro vecchio amico google spesso ci aiuta: link.
Ebbene sembra proprio che Windows 7 non senta ragioni di condivisioni con Linux a meno che non si disinstalli l’assistente per l’accesso a Windows Live-ID che ricordo essere installato di default insieme a MSN. Un riavvio, tipico di Windows, e avrete la vostra cartella condivisa accessibile anche da Linux.
Alla luce di quanto detto… la domanda sorge spontanea: non è che il caro Bill l’abbia fatto apposta??? :D
In questi giorni ho avuto la necessità di installare e configurare la nuova piattaforma Tivùsat. Premetto che mi è stato chiesto di acquistarla per conto terzi e mi sembrava simpatico condividere le mie impressioni visto che credo di esser uno dei primi ad aver sotto mano questa “nuova tecnologia“.
Inizierei con il dire che questa nuova piattaforma consente di visualizzare i canali del digitale terrestre tramite il satellite da non confondere con quelli a pagamento di Mediaset premium. Vi è anche il sito ufficiale dove poter effettuare la registrazione della card Tivù sat e trovare altre informazioni generali.
La scelta su quale decoder utilizzare è ricaduta sul Telesystem TS 9000, non tanto per specifiche caratteristiche tecniche quanto per il rapporto qualità/prezzo e disponibilità. Infatti inizialmente mi era stato commissionato di acquistare il top della gamma ovvero lo Humax Combo 9000 ma non era disponibile nei megastore (mediaworld, euronics, unieuro, marco polo express..) della mia zona.
Dunque ho proceduto con il Telesystem TS 9000.
Configurazione e Installazione
Vediamo ora come installare il nuovo decoder. Dopo aver collegato il cavo del satellite, la presa SCART e l’alimentatore ho acceso il box. All’avvio è necessario attendere una decina di secondi prima che il telesystem si colleghi alla TV e che sia pronto all’uso. Alla prima accensione parte la configurazione del box che prevede i seguenti passi:
+ Lingua
+ Orario
+ Impostazioni AV – ovvero l’impostazione dello schermo.. es 4:3 ecc.
+ Impostazione Antenna – prestate molta attenzione a questa fase, poichè è necessario che la parabola punti al satallite hotbird. Nel mio caso non ho dovuto configurare nulla perchè avevo già tutto di default. Nel caso in cui la parabola non punti al satellite è necessario premere a questo punto il tasto giallo per il motore antenna e configurare al meglio la parabola. Nel mio caso avevo una potenza segnale pari a 50% e qualità100%.
+ Uso LCN – per la numerazione automatica
+ Canali – per la sintonizzazione
Risultato: Non si vede nulla!!!
Infatti ora è necessario attivare la nuova card in dotazione con il box del Tivùsat.
Al fine di attivare la nuova tessera occorre fornire le generalità di chi ha stipulato il canone Rai.
Vi anticipo che il centralino è pressochè inefficente o per lo meno lo è stato nel mio caso. Dunque non spendete soldi inutili con le telefonate ma piuttosto visitate il sito internet e compilate il form con i dati dell’abbonato. Posso dire che l’attivazione è quasi immediata, infatti avendo la tessera inserita con tv accesa e pc collegato a internet ho effettuato l’attivazione online. Dopo neanche un paio di secondi avevo la Tivùsat funzionante!
Ora vi domanderete per quale motivo acquistare il box Tivùsat quando con un semplice decoder (senza neanche l’uso della parabola) avremmo ottenuto lo stesso risultato?
Bene! …Tra non molto vi dirò il perchè mi è stato chiesto di acquistarlo e configurarlo!
Terminato con successo la fase di restyling del sito avisosimo.it.
Grazie alla tecnologia WordPress sono riuscito a mettere in piedi in tempi brevi un portale utilissimo per la comunità osimana dei donatori!
Spero vivamente che questo strumento sia apprezzato… perchè donare il sangue è un gesto alla portata di tutti!
Dopo aver installato il Tor in BT4, vediamo come poterlo utilizzare per effettuare connessioni ssh anonime.
La suite del pacchetto mette a disposizione l’utility torify che come vedete ci permette di effettuare connessioni TCP via tor:
$ apropos torify
torify (1) - wrapper for tsocks and tor
….e per non farci mancare proprio nulla:
$ apropos tor-resolve
tor-resolve (1) - resolve a hostname to an IP address via tor
Bè credo che sia chiaro…. quindi digitando semplicemente:
$ torify ssh root@a.b.c.d
… avremo la nostra bella shell anonima :)
Una via speculare potrebbe essere quella del programma connect, disponibile su ubuntu e debian come connect-proxy:
Come ogni sera, dopo aver cenato, si recò nella propria stanza e dopo aver fatto il login nel pc si collegò al proprio indirizzo di posta elettronica. Un’operazione quotidiana che il giovane hacker era solito compiere tutte le sere, quando ad un certo punto la sua attenzione cadde su un’email.
Il messaggio in sè non destava particolare interesse, ma la firma riportata in fondo presentava il nome di una grande società. Una società che egli riconobbe essere importante dalle tre semplice lettere, esse pi ed a, che trovavano spazio a fianco alla ragione sociale.
Il giovane hacker è una persona fortemente curiosa e così anche quella sera non si smentì cercando in rete il sito della società. Dopo aver scartato un paio di voci su google egli era già sul sito, alle prese con una form per l’autenticazione ad un accesso riservato del mail server. Immediatamente capì che il sito era uppato su un servizio di hosting mentre il mail server faceva parte di un’altra rete: quella aziendale! Il giovane hacker ci mise un secondo per individuare la classe di indirizzi associata all’ip appena trovato e visto che ne comprendeva poco più di una 20ina decise di lanciare una scansione. Sapeva che sarebbe stato poco utile e soprattutto legale lanciarla su tutte le porte note, così si limitò alle sole 80 e 443. L’output del noto nmap riportava una decina di ip aventi la porta 80 aperta! Egli non seppe resistere e al primo ip della lista lanciò una connect…
Quello che si presentò agli occhi del ragazzo fu l’SDM della cisco, un’interfaccia java utilizzata per la configurazione di IOS. Tuttavia notò anche qualche problema di incompatibilità di versione tra firefox, java e l’ SDM. Così si affidò di nuovo alla rete e trovò una guida indicante la versione correta della SDK da installare. Il giovane hacker, dopo aver scaricato e installato, riavviò la propria macchina su windows e da internet explorer si collegò all’indirizzo precedemente trovato: si trovò così di fronte al pannello di autenticazione della SDM!
Ancora una volta la rete fu l’unica fonte su cui poter trovare informazioni. Il giovane hacker cercò una lista di password di default relative alla versione di IOS individuata. Egli fece uno, due, tre tentavi quando al quarto non volle credere ai proprio occhi, ma la clessidra di IE stava caricando!
Ecco lo spettacolo che si trovò di fronte:
Una rapida overview della situazione:
Una analisi sul traffico di rete (notò basso traffico):
Tutto il bel runninig-config!!!
…e perchè no…. le ACL!!!
“Bene, non rimane che mettere uno sniffer di rete” pensò il giovane hacker per impadronirsi di tutto ciò che transita nella rete (come password, email, credenziali ecc). Ma dopo il primo momento di euforia egli capì che era arrivata l’ora di fermarsi. Il giovane hacker fondamentalmente è una persona eticamente corretta e decise l’indomani di notificare l’amministratore di rete.
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Da allora sono circa passati due mesi, ma il giovane hacker non ebbe risposta. Fu per questo motivo che decise di pubblicare la propria scoperta sul suo sito: magari non sarà proprio quell’amministratore di rete a leggere questo post ma almeno vuole far capire ai restanti che investire nella security non è costo ma una sana necessità!